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Alopecia Androgenetica Femminile: La Mia Storia E Come Ci Convivo.

In ALOPECIA E CADUTA CAPELLI, BENESSERE CORPO, TRATTAMENTI CAPELLIby Clelia MattanaLeave a Comment

In molti conoscono quella che viene chiamata scientificamente l’ “Alopecia Androgenetica” (piu’ comunemente detta “calvizie”) ma non in molti sanno, se non i diretti interessati e pochi familiari, che ne sono colpite anche molte donne.

E tra queste fortunate ci sono anche io ovviamente!

Onestamente non so dirti se le persone che mi vedono di persona non dicano nulla per non urtare la mia sensibilità o se non ci facciano poi molto caso, ma quasi nessuno ha mai detto nulla a riguardo.

Tranne una volta, piuttosto umiliante, in cui di fronte a tutti i parenti, una zia mi fece notare che “Clelia, ma… hai dei buchi dove ti si vede la testa!”

Ok sarei voluta sprofondare, ho tirato giù i capelli alla velocità della luce e col mio doppio specchietto mi sono controllata per sistemare la situazione.

Detto cio’, voglio chiarire che sto scrivendo questo articolo per parlare del problema ma non in maniera vittimistica, voglio semplicemente racontare la mia storia, le ripercussioni psicologiche che possono esserci, i vari espedienti che utilizzo per conviverci e molto altro.

Come potrai ben immaginare non è un argomento del quale parlo volentieri. Anzi, questa è la prima volta in cui lo faccio pubblicamente. Non perchè me ne vergogni,  non è certo colpa mia.

Credo però che raccontare per prima la mia storia non solo aiuti chi ci sta passando (magari in silenzio) ma mi da anche il “diritto” di dire che, dopo più di 20 anni che ci convivo, visite specialistiche e ricerche private, sono a tutti gli effetti abbastanza esperta in materia.

Il che significa che ci saranno altri articoli più specifici dove parlero’ del problema dell’alopecia femminile in maniera approfondita sia per contrastarla a livello medico che psicologico (fattore, soprattutto per una donna, di non poco conto).

COME ACCORGERSI DI SOFFRIRE DI ALOPECIA ANDROGENETICA?

Purtroppo non esiste un segnale chiarissimo per tutte. Io ne soffro da quando avevo circa 22-23 anni ma per molto tempo non avevo la minima idea di quello che mi stava succedendo.

Di solito ci si comincia a insospettire quando vediamo una copiosa caduta di capelli , che tra l’altro non indica affatto che si soffra della malattia, quindi in molte potete stare tranquille!

Quindi come mi sono accorta? La malattia è disgraziata e subdola quindi soprattutto se hai una criniera da leonessa come me, possono passare anni prima di guardarti allo specchio e e dirti “fermi tutti! Ma non avevo il doppio dei capelli solo qualche anno fa o sto avendo le allucinazioni?! 🙂 (questo è stato piu o meno quello che è successo a me).

Il mio consiglio è dunque questo: Da sole, fare una diagnosi è impossible. Molto meglio recarsi da un medico specializzato in tricologia (problemi ai capelli) e dopo qualche test sia visivo che dalle analisi del sangue, vi potrà dire con certezza se ne soffrite o meno.

Prima lo scoprite e meglio è, le cure esistono, anche se sono soggettive e non definitive nella maggior parte dei casi, ma vi permettono di prendere il problema prima che degeneri troppo e rallentarlo di parecchio. E credetemi non è cosa da poco!

ESEMPI DI ALOPECIA ANDROGENTICA E COME SI “MISURA”

Appena ho un attimo vado alla ricerca di alcune foto che mi ero fatta tempo fa, cosi vedete da voi il mio grado (ancora accettabile per certi versi, guardiamo il lato positivo!), ma esiste una scala di “gravità” chiamata “Scala Ludwig” che mostra chiaramente il diradamento (diverso in genere da quello dell’uomo) 

Eccola:

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In realtà questa scala prende in considerazione solo la riga di mezzo mentre in molti casi, incluso il mio, il diradamento si estende anche più indietro e soprattutto ai lati, seppur nascosto parzialmente dai capelli che scendono e coprono. Le magagne di solito si vedono se ci si tira su i capelli 🙂

COSA FACCIO PER COMBATTERE L’ALOPECIA FEMMINILE

Senza dilungarmi troppo qui, altrimenti ci potrei scrivere un libro… posso dire in tutta onestà che, vanità a parte, soffrire di alopecia per una donna, è un colpo abbastanza duretto da digerire a livello psicologico. 

Essendo un problema non reversibile ma solo arginabile, se scoperto in giovane età puo’ minare la tua autostima e limitarti abbastanza a seconda della gravità.

Per una donna i capelli fanno davvero tanto, incorniciano il volto, lo esaltano, sono un simbolo di femminilità. Si anche per chi ce li ha corti alla maschiaccio 🙂

Non mi dilungo e metto un elenco di cose che ho fatto e continuo a fare per cercare di convivere il più serenamente possibile con questo disagio:

1)Ho trovato dei forum sull’argomento e mi confronto spesso con altre ragazze, alcune delle quali sono diventate anche amiche nella vita reale.

2)Copro il problema con prodotti dedicati (scrivero’ un articolo a parte su quelli migliori che ho testato)

3) Curo (quando possibile) con farmaci topici e sistemici. Altro articolo importante da leggere prima di buttarsi alla cieca.

4) Non mi scoraggio quando arriva la fase di caduta capelli annuale (il periodo peggiore a livello psicologico)

5)Mi informo periodicamente su nuovi trattamenti (e li provo). 

6) Mi ripeto, cercando di crederci, che ci sono cose ben piu gravi e che male che vada esistono “parrucche” (spieghero’ meglio la cosa) fantastiche

7) C’è chi è messo molto peggio di me, e ringrazio di poter portare ancora i capelli lunghi anche se sono a tratti tremendi da vedere

8) Gioisco nei periodi “positivi” dove non c’è caduta e posso permettermi di non usare camouflage

9)Cerco di non ossessionarmi troppo (a volte soprattutto nei periodi peggiori accade) e cerco di essere felice per tutto il resto. Sembra clichè ma aiuta molto.

Questi sono in sostanza i miei metodi per affrontare la malattia (perchè di questo si tratta) sia a livello psicologico che pratico.


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