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Alopecia Androgenetica Femminile: Caduta, Diradamento Capelli Nelle Donne: La Mia Storia!

In ALOPECIA E CADUTA CAPELLI, BENESSERE CORPO, IN EVIDENZA, TRATTAMENTI CAPELLI by Clelia MattanaLascia un commento

LA MIA STORIA CON L’ALOPECIA ANDROGENETICA FEMMINILE



Lo abbiamo fatto in troppe, come se fosse colpa nostra: Stare in silenzio e vergognarci. E’ ora di dire basta. Ma devo essere sincera al 100% qui:, Per la prima volta in vita mia, scrivere un articolo non è stato facile, per niente. Condividere certe foto, ancora meno. 


In molti conoscono quella che viene chiamata scientificamente l’ Alopecia Androgenetica (femminile)” (sinonimo di “calvizie”, “diradmento” o “caduta dei capelli”) ma non in molti sanno, se non le dirette interessate e pochi familiari, che ne sono colpite anche molte donne.

E tra queste fortunate ci sono anche io ovviamente!

Onestamente non so dirti se le persone che mi vedono di persona non dicano nulla sul mio diradamento per non urtare la mia sensibilità o se non ci facciano poi molto caso, ma quasi nessuno ha accennato alla mia perdita di capelli durante tutti questi anni.

Tranne una volta, piuttosto umiliante, in cui di fronte a tutti i parenti, una zia mi fece notare che “Clelia, ma… hai dei buchi dove ti si vede la testa!” 

Ecco piu o meno di cosa stiamo parlando, all’epoca si notava forse di piu’ perchè avevo anche capelli più spessi e il contrasto era piu’ evidente . Adesso i capelli si sono anche assottigliati, sempre per effetto dell’Alopecia Androgenetica. 

ALOPECIA ANDROGENETICA FEMMINILE PERDITA CAPELLI DIRADAMENTO LATERALE LA MIA STORIA

Foto di oggi – situazione a Dicembre 2019 – 42 anni.

 

Sarei voluta sprofondare, ho tirato giù i capelli alla velocità della luce e col mio doppio specchietto ho controllato i lati e la parte posteriore della testa per sistemare la situazione e coprire il maledetto diradamento.

Detto cio’, voglio chiarire che sto scrivendo questo articolo per parlare del problema ma non in maniera vittimistica, voglio semplicemente racontare la mia storia, le ripercussioni psicologiche che possono esserci, i vari espedienti che utilizzo per conviverci e molto altro.

Come potrai ben immaginare la caduta dei capelli nelle donne non è un argomento del quale le interessate parlano volentieri. Per me, questa è la prima volta in cui lo faccio pubblicamente. Non perché me ne vergogni,  non è certo colpa mia. Ma non vado a dire in giro “Hey, sai che perdo i capelli?” Senza che mi venga perlomeno richiesto.

 

Credo però che raccontare per prima la mia storia non solo aiuti chi ci sta passando (probabilmente in silenzio) ma mi da anche il “diritto” di dire che, dopo più di 20 anni che ci convivo, visite specialistiche e ricerche private, sono a tutti gli effetti abbastanza esperta in materia di perdita dei capelli soprattutto nelle donne.

 

Il che significa che pubblichero’ altri articoli più specifici dove parlero’ del problema dell’alopecia Androgenetica femminile in maniera approfondita sia per contrastarla a livello medico ma anche psicologico (fattore, soprattutto per una donna, di non poco conto).

 

 

COME CI SI ACCORGE DI SOFFRIRE DI ALOPECIA ANDROGENETICA FEMMINILE?

 

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Purtroppo non esiste un segnale chiaro e univoco per tutte. Io ho cominciato a perdere i capelli e vedere un diradamento dall’età di 22-23 anni ma per molto tempo non avevo la minima idea di quello che mi stava succedendo. Altre donne lo hanno scoperto repentinamente, e in molte piu’ avanti negli anni (con diversi livelli di gravità iniziale).

Studi statistici internazionali hanno indicato che almeno 4 milioni di donne in Italia soffrono di Alopecia femminile durante il corso della propria vita. Spesso dopo la menopausa, ma i casi di giovani donne non sono una rarità come puo’ sembrare.

Di solito ci si comincia a insospettire quando vediamo una copiosa caduta di capelli , che tra l’altro non indica affatto che si soffra della malattia, quindi in molte potete stare tranquille, di solito si tratta solo di quello che viene chiamato “Telogen Effluvium” e che noi chiamiamo “Il periodo delle castagne” o è comunque un episodio totalmente reversibile dovuto a stress, carenze alimentari, spaventi e altro!

 

L’alopecia androgenetica Femminile è invece una bestia diversa, che purtroppo non è reversibile ma progressiva ed è principalmente dovuta a fattori ormonali, molto più simile nella sua natura (con le dovute differenze) alla calvizie maschile anche se, in percentuale, alle donne restano di solito più capelli e il problema è meno visibile che negli uomini (ma non per questo meno avvilente a livello psicologico).

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Foto super recente (Novembre 2019) Anni = 42. Il periodo peggiore per la caduta a me arriva sempre dall’estate verso maggio giugno fino a Novembre. Ecco con una semplice spazzolata il batuffolo di capelli che mi rest in mano! E si vede abbastanza bene qui il diradamento della riga. Ho avuto di peggio ma non è mai piacevole 🙂

 

Quindi come mi sono accorta? L’Alopecia Androgentica femminile è subdola quindi soprattutto se hai una criniera da leonessa come la avevo io da adolescente, possono passare anni prima di guardarti allo specchio e dirti “fermi tutti! Ma non avevo il doppio dei capelli solo qualche anno fa o sto avendo le allucinazioni?! 🙂 Questa è stata più o meno la mia reazione iniziale.

Il mio consiglio è dunque questo: Da sole, fare una diagnosi è impossible. Molto meglio recarsi da un medico specializzato in tricologia (problemi ai capelli) e dopo  un test sia visivo che dalle analisi del sangue con dosaggi ormonali e carenza di minerali, vi potrà dire con quasi assoluta certezza se soffrite di Alopecia Androgenetica o di una caduta di capelli dovuta a cause diverse e se è reversibile/curabile o meno.

 

diradamento-capelli-donne-con-alopecia-androgenetica-la-mia-testimonianza Prima scoprite il motivo della caduta dei capelli e meglio è.

Anche se dovesse trattarsi di Alopecia Androgenetica femminile, le cure esistono, seppur soggettive e non definitive nella maggior parte dei casi, ma vi permettono di affrontare il problema “alla radice” prima che degeneri , rallentando di molto il processo.

Cosa da non sottovalutare, visto che anche dopo piu’ di 20 anni, nonostante io non abbia una chioma da leonessa, non sono nemmeno calva, conduco una vita normalissima (anzi parecchio avventurosa rispetto alla media) ma con qualche accorgimento in più ovviamente.

 

ESEMPI DI ALOPECIA ANDROGENTICA FEMMINILE E COME SI “MISURA”

 

Esiste una scala di gravità  “Oggettiva” per le donne, riconosciuta clinicamente, la “Scala Ludwig” che mostra il diradamento o “pattern femminile” (diverso in genere da quello dell’uomo) 

Eccola:

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Questa scala prende in considerazione solo il diradamento della riga centrale mentre in molti casi, incluso il mio, il diradamento si estende anche nella zona in alto (posteriormente) e soprattutto ai lati, seppure il problema possa essere nascosto parzialmente dai capelli che scendono e coprono il resto.

Le magagne si vedono se ci si tira su i capelli  senza fare attenzione 🙂 Ecco di cosa parlo concretamente con le foto qui sotto:

alopecia-androgenetica-femminile-caduta-capelli-e-diradamento-nelle-donne-la-mia-testimonianza L’altro giorno, parlando con una amica, insisteva che comunque il mio problema non l’aveva mai notato e che non era un vero problema.

Le sue intenzioni eran ovviamente benevole, per tirarmi su (nonostante comunque ci conviva ormai abbastanza “tranquillamente”)

Allora ho preso il telefono e, armata di specchietto e cellulare,   le ho mostrato il perchè, scattando qualche foto:

Semplicemente so come pettinare i capelli, ma non posso pensare nemmeno lontanamente di passare casualmente le mie mani tra i capelli, o questi sarebbero I risultati.

 

DIRAFAMENTO-CAPELLI-DONNA-ALOPECIA-ANDROGENETICA-FEMMINILE-LA-MIA-STORIA Nel mio caso, come vedete dalla prima foto sopra, quella con il batuffolo  di capelli in mano,  il diradamento centrale non è drammatico.

Ho avuto momenti decisamente peggiori, e mi pettino sempre con la riga o centrale o leggermente laterale ( sul lato sinistro ho meno capelli) e cosi riesco a camuffare il diradamento.

 

Ma basta una folata di vento o un bagno al mare (auguri con i bagni al mare! 😀 ) li devo subito mettere una fascetta o sistemarmi alla bell’e meglio perchè da bagnati i capelli affetti da Alopecia Androgenetica sembrano il doppio più diradati.

 

Stesso discorso con il sudore, ecco perchè non giro mai senza le mie fascette e il mio Toppik per rimediare soprattutto se sono in un contesto sociale.

Sul Toppik e come usarlo correttamente faro’ un articolo (e probabilmente un video) a parte perchè se vivo piu’ serenamente è dovuto in buona parte a questo prodotto. Non è una cura, ma ti fa girare per strada senza preoccuparti di vento ,pioggia e sguardi indiscreti.

E non è poco. Le donne che soffrono di Alopecia Androgenetica lo sanno bene 🙂

Ho giurato amore eterno a questo prodotto, e ora che sono pratica, in 2 minuti mi sistemo, quindi nemmeno si perde troppo tempo. Toppik Santo Subito!

 

COME COMBATTERE L’ALOPECIA ANDROGENETICA FEMMINILE A LIVELLO PSICOLOGICO (E MEDICO)

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Ah, se solo i cappelli mi stessero bene! E invece no, ho anche la sfiga di non poterne portare quasi mai perchè sono ridicola! 😀

Senza dilungarmi troppo qui, altrimenti ci potrei scrivere un libro… posso dire in tutta onestà che, vanità a parte, soffrire di alopecia e avere un diradamento e una caduta  visibile per una donna, è un colpo abbastanza duro da digerire a livello psicologico. 

L’Alopecia Androgenetica Femminile è un problema non reversibile ma solo arginabile,  e se scoperto in giovane età puo’ minare la tua autostima e limitarti abbastanza a seconda della gravità.

Per una donna i capelli fanno davvero tanto, incorniciano il volto, lo esaltano, sono un simbolo di femminilità. Non è vanità, I capelli della donna sono parte integrante del nostro essere. Non è una coincidenza che quando si vuole cambiare qualcosa nella propria vita si cominci dal cambiare il taglio o l’acconciatura. 

Nel mio caso quei tempi sono ormai un ricordo del passato 🙂 Una delle cose che mi manca di più è non potermi piu’ permettere la frangetta o perlomeno due ciuffi laterali degni di quel nome (ora ho 4 capelli  che ho tagliato da sola, sottili e inconsistenti)

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Prima dei vent’anni avevo una chioma più folta di questa ragazza, e la differenza, ahimè si vede eccome. L’importante però è non farsi abbattere ma combattere!

E soprttutto evitare le parrucchiere insensibili, quelle che non capscono che chi ha diradamento non solo lo sa benissimo, ma non ama sentirselo ricordare di fronte alle clienti leonine di fianco. Ragion per cui non vedo un parrucchiere da piu’ di 15 anni!

Non mi dilungo su ciò che faccio per combattere il problema. Preferisco mettere un elenco succinto di cose che ho fatto e continuo a fare per convivere il più serenamente possibile con questo disagio:

1)FORUM DEDICATI:  Esistono parecchi forum (più in Inglese ma anche in Italiano) dove mi confronto spesso con altre ragazze, alcune delle quali sono diventate anche amiche nella vita reale.

2)COPRO IL PROBLEMA: Sia con prodotti dedicati (scriverò un articolo a parte su quelli migliori che ho testato e che consiglio vivamente con pro e contro), sia con semplici trucchetti veloci per tutti i giorni (altro post con quelli che uso sempre!)

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Quando non ho voglia o tempo di sistemarmi o coprire per bene il diradamento, soprattuto quello ai lati (e se non ho voglia di pensarci e sono in viaggio o al mare… vado di fascettine carine et voilà! Occhio non vede, cuore non duole e mi godo la giornata!

3) CURE FARMACOLOGICHE (SE POSSIBILE): Ho usato Farmaci sia topici che sistemici. Altro articolo importante che pubblicherò e che consiglio di leggere prima di buttarsi alla cieca o scoraggiarsi in partenza. Le cure ci sono e alcune funzionano davvero bene. Peccato per gli effetti collaterali anche pesanti di cui alcune hanno sofferto (inclusa me).

4) NON DEPRIMERSI ALLA CADUTA ANNUALE! : Il periodo peggiore a livello psicologico, quando già ho due peli in croce in testa, e mi resta una ciocca di capelli in omaggio ogni volta che li tocco. E’ Traumatico a dir poco (vedi foto sopra!) E guardarsi i lati della testa senza potersi azzardare a muovere i capelli, avere paura del vento o di un bagno al mare è… SNERVANTE.

5)NUOVI TRATTAMENTI: Mi informo periodicamente su eventuali nuovi trattamenti e nel limite del possibile, soprattutto se sono farmaci, li provo sotto stretto controllo medico, altro argomento importante di cui parlerò

6) USO IL MIO MANTRA: Mi ripeto, (cercando anche di crederci), che ci sono problemi ben più gravi e che, male che vada, esistono le “parrucche” e simili fantastiche. D’altronde anche le star le usano per le occasioni speciali, perché non dovrei farlo io che ho un problema?!

7) COMPRO “HAIR PIECES” PER LE OCCASIONI: Spiegherò meglio cosa sono (non extensions, che dove le attacco se ho 2 peli? 😀 ) PS, ho una coda di cavallo che si pinza sulla mia, un paio di laces (dedicherò un articolo di spiegazione per questi) e delle frangette che sono la fine del mondo, ma che uso rarissimamente.

Cerco di piacermi anche cosi perchè quando ti abitui a vederti con i capelli normali e poi togli il pezzo in più… ti viene il magone, anche se solo per un attimo 🙂

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Se puo’ Beyonce che ha tutti i capelli suoi in testa, perchè noi no? 😉 Foto mie in arrivo presto (ne ho prese due carinissime con frangettina che non posso piu’ permettermi purtroppo!)

8) VEDO IL BICCHIERE MEZZO PIENO: Ci sono donne con un diradamento molto più pronunciato del mio  (mi duole per loro) , e ringrazio di poter portare ancora i capelli lunghi ,anche se sono a tratti tremendi da vedere e altre volte un pò più sani.

9) POSITIVITA’ AD OLTRANZA: Gioisco nei periodi “positivi” dove non c’è caduta e posso permettermi di non usare camouflage, trucchetti o altro. Mi sento come una persona qualsiasi e a volte dimentico di avere il problema. Creando un circolo virtuoso con meno stress e meno caduta/peggioramenti.

10)CERCO DI DIMENTICARE: Faccio di tutto per non ossessionarmi troppo (a volte soprattutto nei periodi peggiori accade) e cerco di essere felice per tutto il resto. Sembra un cliché ma aiuta molto. Vedi la positività di cui parlo sopra, non solo aiuta psicologicamente ma anche per migliorare lo stato di stress e ridurre il problema.

Questi sono in sostanza i miei metodi per affrontare la malattia (perché di questo si tratta, qualunque sia la sua gravità) sia a livello psicologico che pratico.

Scrivero’ poi gli altri articoli piu’ dettagliati e li linkero’ qui  come referenza.



UN ULTIMO CONSIGLIO: SIATE SENSIBILI CON CHI VI DICE DI AVERE QUESTO PROBLEMA, ANCHE SE VOI NON LO VEDETE, C’E’. NON E’ VANITA’ NE PARANOIA, VE LO ASSICURO. PARECCHI MEDICI ME LO HANNO CONFERMATO, ASSIEME ALLA ZIA IMPIETOSA DAVANTI A TUTTI 😉


Se qualcuna di voi ha esperienza a riguardo, anche in anonimato, lasci un commento, basta vergognarsi, non è colpa nostra! Un abbraccio a tutte, capellone e spelacchiate!

Clelia


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